Maddalena Tesser Armor
7.4 21 — 18.5 21
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Maddalena Tesser Armor
7.4 21 — 18.5 21

 

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La mostra è accompagnata da un testo di Antonio Grulli

 

Armor, è il titolo della mostra personale di Maddalena Tesser presso gli spazi della galleria A plus A di Venezia. L’esposizione è costituita da un corpo di dipinti inediti, ideati per creare uno spazio di narrazione che non prevede epilogo: un luogo di introspezione, il rifugio appartato dove riporre il proprio equipaggiamento di stati d’animo e ricordi, a salvaguardia della nostra identità personale.

Il senso di ogni immagine travalica i limiti delle singole opere per animarsi nel dialogo reciproco, accompagnandosi al lieve preludio di un richiamo sommesso, che induce a confrontarne i contenuti, le espressioni e le forme, per il costante riaffiorare di tematiche, situazioni, frammenti, allusioni, memorie. Ogni opera rappresenta un segno che rimanda ad una vicenda remota, oppure a un gesto trattenuto: a un’aspirazione non ancora realizzata, inespressa, che è reclusa altrove o che riposa al riparo della propria coscienza.

Le figure e gli oggetti, i corpi e le piante in fiore, l’erba l’acqua le pietre i capell — la pelle e le vesti — si ricompongono nella sottile architettura di simboli e significati che collega e sorregge l’insieme della mostra. Ciascun episodio, dentro i grandi dipinti o nella sequenza dei ritratti, partecipa all’edificazione di questa armatura minutamente articolata — lieve e balenante e al contempo dura come il metallo forgiato — evocando l’ambigua possibilità di penetrare la materia pittorica per decifrarne i caratteri nelle presenze e nei racconti che si rivelano in ogni quadro. In ciascuna storia, tuttavia, prenderà voce una vita che parla al nostro passato e forse resiste ancora, in un utopico presente.

Le figure femminili non vogliono esibirsi: abitano il proprio corpo, indossano i loro vestimenti o si rivestono di sé stesse, corazzandosi con la pelle candida, con la capigliatura fluente, con un gesto. Si isolano nel tentativo di distinguersi e riconoscersi; poi inevitabilmente si riavvicinano, come a cercare forma e confini nel proprio essere, in una dimensione corale in cui la propria condizione di donna si rappresenta come testimonianza della memoria collettiva.

Protette dal loro corpo, appariranno molte figure senza nome, anacronistiche o familiari, e ci osserveranno consapevoli del distacco che le separa dallo spettatore che inseguirà il ritmo del percorso espositivo, riposizionando il proprio sguardo secondo l’intermittente alternanza delle immagini.

Maddalena Tesser vive e lavora a Venezia, dove conduce e prosegue la sua ricerca pittorica. La sua pratica artistica intreccia materia pittorica e il disegno in funzione di un’analisi introspettiva; l’esperienza che caratterizza la poetica dell’artista coinvolge la sensibilità femminile ragionando su tempo, memoria e identità

in un’indagine perpetua in cui la rappresentazione si relaziona all’ambiguità del reale e della contemporaneità. Ricalibrando la percezione del mondo, il suo lavoro interviene all’interno di codici iconografici preesistenti, valutando e modificando la continuità delle immagini pittoriche in una costante ricerca di testimonianze alterabili, che possano manifestarsi attraverso uno specchio in cui riflettersi e generare interpretazioni.

Maddalena Tesser, nata a Vittorio Veneto (TV) nel 1992 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2017, presso l’Atelier F, laboratorio di Pittura del Prof. Carlo Di Raco. Durante il percorso di studi, partecipa a diverse mostre ed eventi, come il progetto ideato da Urs Fisher “a place for Urs” —  Accademia di Belle Arti di Venezia (2012), la 98° Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa (2014), il work-shop “Le Geometrie del Potere” diretto da Aleksander Velišček e Nebojša Despotović presso la Galleria A plus A (2015) e la Performance “In parte riproducendo forme note, in parte creando mostri sconosciuti: Drawing as Performance” progetto di Andrea Bruciati per Demanio Marittimo Km-278 a Sinigallia (2015).

Nel 2019, partecipa alla mostra collettiva “If it is untouchable it is not beautyful”, a cura di Paola Capata presso Monitor Gallery, e fa parte del “Simposio di Pittura” — progetto di Luigi Presicce — 2°edizione di residenza presso la Fondazione Lac o Le Mon di San Cesareo, Lecce. Nell’ultimo anno ha preso parte alla mostra collettiva “The Hawt Show II“ curata da Rolando Anselmi Galerie e “Ri-”, mostra tripersonale curata da Sandro Pignotti presso la Galleria A plus A con la quale collabora attualmente.

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Maddalena Tesser is born in Vittorio Veneto in 1992 and graduated at the Venice Art Academy in 2017. She was a student of Professor Carlo Di Raco. In her research, reality never reveals itself in a single total vision, but as something unique that the artist is offering to herself and to the viewer.

Her artistic practice is a research for an authentic female identity, but she tries to testify the condition of all humanity, which means to witness its past and keep track of its memory.

A formal attitude towards the collection of images in large archives — mostly carefully chosen fragments of photographs from all kinds of historical, social and cultural contexts — gives her the ability to transform figures, objects and landscapes almost instinctively and let them become an expression of her visual poetry.

In her first personal exhibition, Armor the sense of every image goes slightly beyond the limits of each painting. There is an animated and mutual dialogue between the works on show. The visitor can sense a melody, a whistle, a slight prelude, which leads him to relate and to challenge expressions and forms, situations and fragments, allusions and memories.

Each work is a sign that refers to a remote episode, or to a restrained gesture — to an unspoken, unexpressed end imprisoned elsewhere or that remains in shelter hiding from one’s own consciousness. The figures and objects, bodies and plants in bloom, the grass and the water, the stones, the hair, the skin and the clothes are shaping a subtle architecture of symbols and meanings that connects and supports the whole of the exhibition.

Each episode, within the large paintings or in the sequence of smaller portraits, participates in the construction of this minutely articulated armor. Light and flashing and at the same time hard as forged metal, armor is evoking the ambiguous possibility of penetrating the pictorial material to decipher its character in the presence of the stories that are revealed in each painting.

The female figures do not want to exhibit themselves — they inhabit their own body, wear their clothes or dress themselves with nothing. They armor themselves with skin, with flowing hair, with a gesture. Women’s hair as kind of armor or shield has always been a characteristic trait of Maddalenas work. The female figures isolate from each other in an attempt to distinguish and recognize themselves; then inevitably, they also come closer, as if to seek form and boundaries in a choral dimension in which their condition as a woman gives testimony to a collective memory. Protected by their bodies, many nameless, anachronistic or familiar figures (sometimes referring to the history of art sometimes referring to the artist own biography) will appear, and will observe us aware of the detachment that separates them from the viewer.

 

 

A plus A Gallery
[email protected]
P +39 041 2770466
www.aplusa.it
San Marco 3073
Venezia 3012